
Pulire il forno con il bicarbonato: istruzioni e prodotti adatti
16/03/2026Il cotto è un materiale naturale e affascinante, amato per il suo calore e la sua tradizione. Tuttavia, la sua porosità richiede attenzioni specifiche nella pulizia e manutenzione, sia per gli ambienti interni che esterni, per preservarne la bellezza nel tempo.
In breve
- Pulizia ordinaria interna: rimuovi la polvere con scopa a setole morbide, poi lava con acqua tiepida e detergente neutro (50-60 ml per 5 litri), asciugando rapidamente con panno in microfibra ben strizzato.
- Pulizia cotto esterno dopo l’inverno: elimina meccanicamente foglie e muschio, poi lava con detergente specifico e, se necessario, usa l’idropulitrice a pressione moderata (110-150 bar) mantenendo una distanza di almeno 30-40 cm dalla superficie.
- Protezione e consulenza: applica trattamenti idro-oleorepellenti adeguati e, per pavimenti di valore o situazioni complesse, affidati a un professionista locale come un consulente Insuisse per evitare errori irreversibili.

Cos’è il cotto e perché è delicato da pulire
Il cotto è un materiale ottenuto dalla cottura dell’argilla in forni a temperature variabili, tipicamente tra 900°C e oltre 1100°C. Questa lavorazione conferisce al prodotto finale una struttura porosa e assorbente che ne determina sia il fascino estetico sia la delicatezza nella manutenzione quotidiana.
La porosità del cotto lo rende particolarmente sensibile a diverse sostanze: macchie di olio e grasso in cucina, vino e caffè in zona pranzo, terriccio portato dall’esterno e umidità persistente. L’assorbenza d’acqua di un cotto tradizionale può variare tra il 4% e il 15% in peso, un dato che spiega perché i liquidi penetrano rapidamente se la superficie non è adeguatamente protetta.
Esiste una differenza importante tra il cotto fatto a mano, tipico dei casali ristrutturati tra gli anni ‘60 e ‘80, e il cotto industriale diffuso nelle case costruite tra il 1990 e il 2010. Il primo presenta superfici irregolari, spessori variabili e un’assorbenza generalmente più elevata. Il secondo ha bordi regolari e finiture più uniformi, ma entrambi richiedono attenzioni specifiche.
I trattamenti protettivi già applicati – cere, sigillanti o idro-oleorepellenti – modificano profondamente il modo in cui la superficie reagisce ai detergenti. Prima di scegliere qualsiasi prodotto per la pulizia, è fondamentale sapere se il pavimento è già trattato.
Per verificarlo, puoi eseguire un semplice test: applica poche gocce d’acqua su una zona poco visibile. Se restano in superficie per qualche minuto formando piccole gocce, il cotto è probabilmente protetto. Se vengono assorbite quasi subito, il materiale è nudo oppure la protezione è ormai usurata.
Pulizia ordinaria del cotto interno
La routine settimanale per soggiorni, cucine e corridoi con cotto interno segue una sequenza pratica che, se rispettata, mantiene il pavimento in condizioni ottimali senza stressare la superficie.
- La prima fase consiste nella rimozione della polvere con una scopa a setole morbide oppure un aspirapolvere dotato di spazzola specifica per pavimenti duri. Questo passaggio evita che particelle abrasive vengano trascinate durante il lavaggio, graffiando la superficie.
- La seconda fase prevede il lavaggio con acqua tiepida (18-25°C) e un detergente neutro per superfici delicate. Il dosaggio corretto è di circa 50-60 ml di prodotto in 5 litri d’acqua, ovvero 10-12 ml per litro. Un eccesso di detergente lascia residui che causano aloni e opacizzano la superficie nel tempo. Per l’applicazione, utilizza un panno in microfibra o un mop ben strizzato. Il cotto non deve mai restare bagnato a lungo, soprattutto se si tratta di vecchi pavimenti porosi in appartamenti ristrutturati prima del 2000.
- La terza fase è l’asciugatura rapida: apri porte e finestre per favorire la ventilazione e non lasciare acqua stagnante, specialmente nei punti d’unione con i battiscopa.
Cosa evitare assolutamente:
| Prodotto | Perché è dannoso |
|---|---|
| Candeggina pura | Scolorisce e aggredisce la superficie |
| Ammoniaca concentrata | Opacizza il cotto nel tempo |
| Detergenti fortemente alcalini (pH > 10) | Danneggiano la struttura porosa |
| Acidi non specifici per cotto | Possono causare reazioni chimiche indesiderate |
Pulizia straordinaria del cotto interno molto sporco
Ci sono situazioni in cui la pulizia ordinaria non basta: pavimentazioni non pulite a fondo da mesi, case ereditate, seconde case rimaste chiuse per tutto l’inverno. In questi casi serve un intervento più approfondito.
Lo schema di intervento prevede più passaggi.
Inizia con una sgrassatura usando un detergente concentrato neutro, lasciandolo agire qualche minuto prima di risciacquare con acqua pulita. Se necessario, ripeti l’operazione sulle zone più sporche.
Se il cotto è cerato, il lavaggio straordinario richiede spesso un decerante specifico professionale per rimuovere i vecchi strati di cera deteriorata. Prima di trattare tutta la stanza, testa sempre il prodotto su una piccola area nascosta, ad esempio dietro un mobile o sotto un tappeto fisso.
L’asciugatura completa è fondamentale dopo interventi di questo tipo. Mantieni porte e finestre aperte per diverse ore, se possibile usa un ventilatore o un deumidificatore per ridurre i tempi. In ambienti molto umidi, considera di attendere anche 24 ore prima di calpestare nuovamente la superficie.
Per superfici di grandi dimensioni, oltre i 50-60 m², valuta il supporto di un’impresa specializzata o di un consulente che conosca bene il comportamento del cotto. Un professionista può anche verificare eventuali problemi strutturali come ingressi d’acqua dalle fondazioni che causano assorbimento anomalo.

Pulizia del cotto esterno dopo l’inverno
Durante i mesi freddi, pioggia, neve, brina, foglie cadute e gelo si accumulano su terrazze e vialetti in cotto da esterno, creando patine scure, aloni calcarei, alghe e zone scivolose. Il momento ideale per intervenire è tra fine marzo e fine aprile, quando in Svizzera le temperature superano stabilmente i 10°C e non c’è più rischio di gelo.
La procedura si articola in due fasi distinte.
La prima è la rimozione meccanica: usa una scopa dura o uno spazzolone per eliminare foglie, terriccio e muschio superficiale. Per incrostazioni più resistenti, un raschietto in plastica può essere utile senza graffiare la superficie.
La seconda fase è il lavaggio approfondito con un detergente specifico per esterni, indicato come adatto a pietra e cotto. Per le patine verdi e gli annerimenti – che sono spesso muffe, alghe o licheni – servono prodotti antimuffa o algicidi specifici. Non mescolare mai questi prodotti con altri acidi o basi, per evitare reazioni chimiche pericolose.
L’idropulitrice può essere un alleato prezioso per il cotto esterno, ma richiede cautela. Ecco le indicazioni tecniche:
| Parametro | Valore consigliato |
|---|---|
| Pressione | 110-150 bar |
| Portata | 350-550 litri/ora |
| Ugello | A ventaglio, non concentrato |
| Distanza dalla superficie | Almeno 30-40 cm |
| Zone da evitare | Fughe, giunti, bordi danneggiati |
Non dirigere mai il getto direttamente sulle fughe: il cemento o la malta possono deteriorarsi più facilmente del cotto stesso. Pressioni troppo elevate rischiano di “sfarinare” la superficie, rimuovendo la texture naturale e aprendo micro-fratture.
Come trattare macchie specifiche sul cotto
Le macchie sul cotto vanno affrontate in modo diverso a seconda della loro natura. La regola generale è agire il più rapidamente possibile: una macchia fresca è sempre più semplice da rimuovere di una che ha avuto tempo di penetrare nei pori del materiale.
Per le macchie di grasso e olio, tipiche dell’ambiente cucina, tampona immediatamente con carta assorbente senza strofinare, che spingerebbe il liquido più in profondità. Applica poi un detergente sgrassante neutro, eventualmente con un po’ di bicarbonato di sodio per aiutare l’azione meccanica. Risciacqua entro pochi minuti.
Le macchie di vino e caffè in zona pranzo hanno una natura leggermente acida. Anche qui, tampona subito il liquido in eccesso. Usa un detergente neutro o leggermente alcalino, evitando prodotti acidi forti che possono reagire con i sali presenti nel materiale e peggiorare la situazione.
Per le macchie di terriccio e vegetazione su terrazze ed esterni, rimuovi prima la parte secca o umida, poi sciacqua. Se necessario, usa un prodotto antimuffa o sbiancante delicato, evitando sostanze troppo ossidanti se il cotto contiene ferro che potrebbe ossidarsi.
Gli aloni calcarei dovuti a irrigazione o acqua piovana stagnante richiedono detergenti acidi tamponati specifici per cotto, come quelli a base di acido citrico o acido fosforico diluito. Segui scrupolosamente le istruzioni del produttore, applica localmente e risciacqua abbondantemente.
Ricorda sempre di eseguire un test preliminare su una zona nascosta e di usare guanti e ventilazione adeguata quando impieghi prodotti chimici più forti.
Come pulire le fughe del pavimento in cotto
Le fughe, soprattutto quelle chiare, tendono ad apparire più scure e sporche rispetto alle piastrelle in cotto circostanti. Questo accade perché la loro materia – cementizia o a base di calce – ha una porosità diversa e trattiene lo sporco in modo differente.
Per gli interni, la soluzione più efficace è applicare un detergente neutro concentrato con uno spazzolino a setole morbide o un vecchio spazzolino da denti. Lavora con movimenti circolari, poi risciacqua localmente e asciuga. Evita di usare troppa acqua che potrebbe penetrare sotto le piastrelle.
Per gli esterni, puoi abbinare una spazzola rigida (ma non metallica) all’idropulitrice a bassa pressione. Le spazzole metalliche rischiano di rigare il cotto e di sbriciolare le fughe già indebolite dalle intemperie.
Una volta l’anno, preferibilmente a inizio primavera o inizio autunno, dedica un intervento specifico alle fughe, in aggiunta alla pulizia ordinaria. Questo previene l’accumulo di sporco profondo e mantiene un aspetto uniforme.
Se le fughe sono molto degradate o friabili, valuta l’intervento di un professionista per il loro ripristino prima di applicare nuovi trattamenti protettivi. Fughe danneggiate compromettono la tenuta dell’intera pavimentazione e possono favorire infiltrazioni d’acqua.
Proteggere il cotto: cere, sigillanti e trattamenti idrorepellenti
La pulizia del cotto da sola non basta per garantire la longevità del pavimento. I trattamenti protettivi adeguati sono fondamentali per preservare la bellezza e la funzionalità della superficie nel tempo.
Esistono diverse tipologie di protezione, ciascuna adatta a specifiche situazioni:
Le finiture a cera per interni donano un effetto caldo e leggermente lucido, tipico della tradizione toscana. Prodotti come IDROFIN Matt (a base acqua) proteggono dall’usura senza alterare eccessivamente l’aspetto naturale. Richiedono però rinnovi più frequenti nelle zone molto calpestate, indicativamente 1-2 volte l’anno.
I sigillanti idro-oleorepellenti traspiranti, come WP-oil o Protecto Matt, penetrano nei pori del cotto formando una barriera invisibile contro acqua e olio. Non creano film superficiali, mantengono la traspirabilità e non alterano il colore. Sono ideali per interni molto vissuti, come cucine e ingressi.
I protettivi idrorepellenti per esterni devono resistere a condizioni più severe: gelo, disgelo, irraggiamento UV e piogge frequenti. Prodotti specifici come CTF-40 offrono protezione a lunga durata, con rinnovi consigliati ogni 4-6 anni a seconda dell’esposizione e del clima locale.
L’applicazione di qualsiasi trattamento va sempre preceduta da una pulizia profonda e da un’asciugatura completa del cotto. In caso di lavaggi molto bagnati, attendi anche 24 ore prima di procedere. Evita di applicare nuovi prodotti sopra protezioni deteriorate o incompatibili: questo causa sfarinamento, opacizzazione o distacco.
Per scegliere tra una finitura più naturale e una ad effetto bagnato, considera lo stile della tua casa e le esigenze pratiche della famiglia. Un professionista può guidarti nella scelta più adatta.
Errori da evitare nella pulizia del cotto
Alcuni errori, se ripetuti negli anni, possono rovinare definitivamente un pavimento in cotto che ha resistito per decenni. Conoscerli è il primo passo per evitarli.
Errori tipici da evitare:
- Uso di candeggina pura o sgrassatori industriali molto forti che aggrediscono la struttura porosa
- Applicazione di acidi non specifici come l’acido muriatico, che può causare danni irreversibili
- Utilizzo di spazzole metalliche che graffiano la superficie e sbriciolano le fughe
- Getti ad altissima pressione troppo ravvicinati che “sfarinano” il cotto
- Acqua stagnante o residui di detergente lasciati sulla superficie senza risciacquo
- Sovrapposizione di trattamenti incompatibili senza un’adeguata rimozione preventiva
L’errore più comune è proprio quello di lasciare acqua e sapone sulla superficie senza risciacquare adeguatamente. Questo porta alla formazione di aloni, righe opache e, nel tempo, a un aspetto spento che nessuna cera riesce più a recuperare.
Un altro errore frequente riguarda i trattamenti: applicare una nuova cera sopra una protezione deteriorata, senza prima rimuoverla, crea strati incoerenti che si sfaldano e ingialliscono. Lo stesso vale per prodotti a base acqua applicati su vecchi trattamenti a solvente, o viceversa.
Prima di utilizzare qualsiasi prodotto, leggi con attenzione la scheda tecnica. In caso di dubbio, chiedi un parere professionale prima di procedere su tutta la superficie: il costo di una consulenza è infinitamente inferiore a quello di un restauro completo.

I migliori prototti per la pulizia del cotto
Per pulire il cotto dei pavimenti, tutti i migliori prodotti li trovi su Insuisse.ch, lo store online che ti consente di accedere ad una vasta gamma di prodotti di qualità, che potrai ricevere comodamente a casa.
FAQ
Ogni quanto va pulito un pavimento in cotto interno?
La pulizia leggera, che comprende rimozione della polvere e lavaggio con detergente neutro, andrebbe eseguita ogni 7-10 giorni nelle stanze più usate come cucina e soggiorno, e ogni 2-3 settimane nelle zone meno calpestate. La frequenza aumenta in presenza di bambini, animali domestici o accessi diretti al giardino, dove lo sporco viene trascinato più facilmente in casa.
Posso usare l’idropulitrice sul cotto esterno senza rovinarlo?
L’idropulitrice si può usare con cautela: pressione moderata tra 110 e 150 bar, ugello a ventaglio e distanza di almeno 30-40 cm dalla superficie. Presta particolare attenzione alle fughe, che sono più fragili del cotto stesso. In caso di dubbi o di cotto molto vecchio e fragile, effettua prima una prova in un angolo nascosto e, se necessario, chiedi il parere di un professionista.
Come faccio a capire se il mio cotto ha bisogno di un nuovo trattamento protettivo?
Osserva se l’acqua viene assorbita rapidamente invece di restare in gocce sulla superficie, se compaiono facilmente aloni dopo la pulizia o se il pavimento appare secco e opaco anche appena lavato. Questi sono segnali che la protezione esistente è usurata. In tal caso, valuta un nuovo trattamento idro-oleorepellente o una riceratura, da pianificare preferibilmente nei mesi asciutti per garantire una corretta asciugatura.
Cosa devo fare se ho già danneggiato il cotto con un prodotto troppo aggressivo?
Interrompi subito l’utilizzo del prodotto e risciacqua abbondantemente con acqua pulita. Non applicare altri detergenti “a caso” sopra la zona danneggiata, perché potresti peggiorare la situazione. Documenta il danno con foto dettagliate e richiedi rapidamente una consulenza specializzata per valutare se è possibile recuperare il pavimento con un intervento mirato di restauro.





